GIOVANNI BATTISTA MORONI

(Albino (Bg) 1521 – 1580)

Il cavaliere in nero

1567 circa

olio su tela

190×102 cm

OPERA

Rappresentato a grandezza naturale, il Cavaliere si staglia contro uno sfondo grigio in cui si distinguono soltanto alcuni elementi architettonici. L’elegantissimo abito nero, da cui trae origine il titolo del quadro, è dipinto con straordinaria finezza, in particolare nelle pieghe del panneggio e nei delicati passaggi di luce e ombra che ne animano e quasi fanno palpitare la superficie. Il volto, raffigurato di tre quarti e colpito in pieno dalla luce, emerge dallo stretto colletto del vestito, al di sopra del bordo increspato della camicia bianca. Gli occhi sono puntati con intensità verso lo spettatore mentre le mani, che stringono l’impugnatura della spada e un bordo del corto mantello, risaltano con grande evidenza sul tessuto nero. 

Il Cavaliere in nero appartiene a pieno diritto alla serie dei più bei ritratti a figura intera eseguiti da Giovanni Battista Moroni. Il dipinto è databile verso il 1567, nell’ultimo periodo di attività dell’artista, in cui l’impianto pittorico, basato sui toni del nero e del grigio, si semplifica progressivamente e l’indagine della realtà diviene più penetrante e acuta. L’identità del misterioso personaggio, che mostra un’età apparente di circa 25-30 anni e sul cui volto aleggia un sorriso enigmatico, è sconosciuta. Sappiamo trattarsi di un cavaliere per la spada che porta al fianco.

BIOGRAFIA

Giovanni Battista Moroni (Albino 1520/4 – 1579) è un famoso ritrattista del XVI secolo. Nato vicino a Bergamo, all’inizio si formò e lavorò a Brescia nella bottega del Moretto e poi, nel 1547, si trasferì a Trento, all’epoca sede del Concilio convocato dalla chiesa per reagire alle dottrine protestanti. Pochi anni dopo tornò ad Albino, dove resterà fino alla morte lavorando prevalentemente a Bergamo e provincia.

Dipinse pale d’altare per varie chiese e conventi, ma la sua fama è dovuta soprattutto alla sua attività di ritrattista. Rappresentò, spesso a figura intera, non soltanto vescovi e aristocratici, ma anche artigiani (come “il sarto”) e piccoli commercianti. Nei ritratti è evidente la fedeltà del pittore al dato naturale e i vari personaggi sono raffigurati in pose naturali, non maestose, con grande attenzione alla loro psicologia.